1
00:00:00,270 --> 00:00:05,250
Esiste la normalità? 
Tieniti la tua normalità. 

2
00:00:06,150 --> 00:00:08,870
Mentre io coltivo la mia 
unicità. 

3
00:00:09,950 --> 00:00:14,630
Cristina Leo. 
Non ci sono pazienti da curare, 

4
00:00:15,390 --> 00:00:18,150
ma persone da riportare a se 
stesse. 

5
00:00:19,110 --> 00:00:23,110
Ognuno di noi è una sintesi 
continua di contraddizioni 

6
00:00:23,110 --> 00:00:27,990
rivolte verso la crescita, tutte
da considerare e nessuna da 

7
00:00:27,990 --> 00:00:32,350
escludere. 
Noi ed esse siamo la stessa 

8
00:00:32,350 --> 00:00:35,990
cosa. 
Per una persona possiamo 

9
00:00:35,990 --> 00:00:40,270
definire il proprio stato 
confusionale uno stato di norma.

10
00:00:41,270 --> 00:00:47,030
Pensare, affermare e dire tutto 
è il contrario di tutto, esprime

11
00:00:47,030 --> 00:00:49,990
sia una condizione irregolare 
che regolare. 

12
00:00:50,950 --> 00:00:57,550
Percepiamo ed agiamo pensieri, 
sensazioni ed azioni, con 

13
00:00:57,550 --> 00:01:01,550
inesorabili turbamenti per le 
diverse ambivalenze della vita e

14
00:01:01,550 --> 00:01:05,830
innanzitutto dettate dalle 
relazioni, esse andrebbero 

15
00:01:05,830 --> 00:01:10,390
ascoltate, accolte ed accettate 
per poterle cambiare. 

16
00:01:11,350 --> 00:01:15,150
In realtà siamo sempre 
all'interno di una danza, tra 

17
00:01:15,150 --> 00:01:20,550
affermazioni e negazioni, 
accettazioni e rifiuti, con 

18
00:01:20,550 --> 00:01:25,190
negoziazioni e compromessi 
continui, tutto ciò accade come 

19
00:01:25,190 --> 00:01:29,350
all'interno di un balletto 
continuo mentale tra noi e gli 

20
00:01:29,350 --> 00:01:33,070
altri. 
Ci sentiamo smarriti in una 

21
00:01:33,070 --> 00:01:37,110
continua contraddizione 
all'interno della nostra ed 

22
00:01:37,110 --> 00:01:41,510
altrui ambiguità e in un 
costante dialogo interno tra noi

23
00:01:41,590 --> 00:01:45,630
e il mondo. 
Paradossalmente, per ovviare 

24
00:01:45,630 --> 00:01:50,670
alla solitudine, ci consoliamo, 
conformandoci e allineandoci 

25
00:01:50,670 --> 00:01:53,880
agli altri. 
Il conformismo che alle volte 

26
00:01:53,880 --> 00:01:57,400
accettiamo è il compromesso che 
facciamo con il mondo delle 

27
00:01:57,400 --> 00:02:00,400
relazioni. 
Rappresentano il farmaco contro 

28
00:02:00,400 --> 00:02:04,280
la paura di sentirci soli, 
diversi e isolati. 

29
00:02:04,720 --> 00:02:08,080
Ragioniamo e decidiamo a 
vantaggio loro, con la 

30
00:02:08,080 --> 00:02:11,320
conseguente frustrazione di 
rinunciare a noi stessi. 

31
00:02:12,270 --> 00:02:17,110
La solitudine è il vero incontro
con se stessi e la sofferenza 

32
00:02:17,110 --> 00:02:20,390
che ne comporta rappresenta 
l'appuntamento con la propria 

33
00:02:20,390 --> 00:02:24,670
unicità e originalità alla quale
non vorremmo rinunciare. 

34
00:02:25,110 --> 00:02:29,030
La solitudine è l'unico vero 
luogo di ricognizione e di 

35
00:02:29,030 --> 00:02:33,670
incontro con noi stessi. 
La ricerca degli altri, come 

36
00:02:33,670 --> 00:02:36,950
evitamento dalla propria 
solitudine, introduce la 

37
00:02:36,950 --> 00:02:41,190
necessità di conformarsi agli 
altri e avvia in contemporanea 

38
00:02:41,270 --> 00:02:44,110
il desiderio di isolarsi per 
ritrovarsi. 

39
00:02:44,310 --> 00:02:51,270
Il compiacimento, il buon senso,
la mediazione, il compromesso 

40
00:02:51,390 --> 00:02:54,710
rappresentano l'equilibrio e 
l'alienazione di sé. 

41
00:02:55,230 --> 00:02:58,630
In tal senso la normalità 
verrebbe rappresentata dal 

42
00:02:58,630 --> 00:03:02,150
tentativo di equilibrio tra 
numero 1 e numero 2. 

43
00:03:02,750 --> 00:03:06,710
Le regole e le leggi sono 
direttrici di conformità, 

44
00:03:07,150 --> 00:03:10,910
omologazione sociale e di 
ordinamento del rispetto delle 

45
00:03:10,910 --> 00:03:14,190
individualità. 
Evitiamo la solitudine per 

46
00:03:14,190 --> 00:03:18,790
fuggire i nostri fantasmi. 
Essa andrebbe attraversata oltre

47
00:03:18,790 --> 00:03:22,630
il suo tunnel per ritrovare la 
nostra luce, integrando le 

48
00:03:22,630 --> 00:03:26,750
nostre parti contraddittorie. 
Ma in tal senso esiste 

49
00:03:26,750 --> 00:03:29,270
un'evidente contraddittorio 
anche in questa direzione. 

50
00:03:30,880 --> 00:03:34,400
Come può una norma omologante 
promuovere l'individualità 

51
00:03:34,600 --> 00:03:38,280
garantendo contemporaneamente il
rispetto delle libertà e dei 

52
00:03:38,280 --> 00:03:42,630
bisogni di tutti? 
Legiferare è molto arduo ed è 

53
00:03:42,630 --> 00:03:46,950
un'operazione molto complessa, 
così come è tanto più complesso 

54
00:03:46,950 --> 00:03:49,990
mantenere la democrazia e la 
libertà per tutti. 

55
00:03:50,070 --> 00:03:54,710
È molto semplicistico schierarsi
a destra OA sinistra o al 

56
00:03:54,710 --> 00:03:57,270
centro. 
Ci si illude di appartenere ad 

57
00:03:57,270 --> 00:04:00,950
una coalizione per garantire la 
propria individualità, ma la 

58
00:04:00,950 --> 00:04:03,670
vera promozione 
dell'individualità risiede in 

59
00:04:03,670 --> 00:04:07,670
una democrazia che garantisce il
diritto ad ogni soggettività. 

60
00:04:08,680 --> 00:04:12,920
Una democrazia, per quanto possa
essere onnicomprensiva, nel 

61
00:04:12,920 --> 00:04:17,640
senso di comprendere, esprimere 
e capire tutti, dovrebbe essere 

62
00:04:17,640 --> 00:04:21,600
utopistica, solo il lavoro verso
uno sforzo ed una visione 

63
00:04:21,600 --> 00:04:24,600
utopistica metterebbe in 
condizione di cogliere lo 

64
00:04:24,600 --> 00:04:28,790
spirito di ogni uomo. 
Ma per rispettarci dobbiamo 

65
00:04:28,790 --> 00:04:30,990
necessariamente essere 
omologati. 

66
00:04:31,470 --> 00:04:35,030
La linearità e la conformazione 
agli altri è un atto di 

67
00:04:35,030 --> 00:04:38,150
socializzazione che non 
necessariamente garantisce 

68
00:04:38,150 --> 00:04:42,150
l'esistenza dell'individualità. 
L'uomo è un contraddittorio 

69
00:04:42,150 --> 00:04:46,550
continuo rispetto a se stesso e 
rispetto agli altri, è questo 

70
00:04:46,550 --> 00:04:49,590
che lo rende unico, diverso e 
qualificato. 

71
00:04:50,070 --> 00:04:54,120
A tale avviso sar. 
Tre definisce l'uomo un inferno.

72
00:04:54,640 --> 00:04:59,960
Pertanto dove è la normalità se 
in ognuno di noi, nella nostra 

73
00:04:59,960 --> 00:05:04,720
ambiguità e follia, risiede la 
nostra essenza e il vero fulcro 

74
00:05:04,720 --> 00:05:08,440
è l'incontro con la nostra 
unicità, la normalità è il 

75
00:05:08,440 --> 00:05:13,070
rispetto delle follie di tutti. 
Non secondo un'accezione 

76
00:05:13,070 --> 00:05:16,950
psichiatrica. 
Perché in ogni nostra follia, 

77
00:05:17,430 --> 00:05:24,230
piaccia o no, c'è l'unico, la 
psichiatria è tutt'altra cosa. 

78
00:05:24,280 --> 00:05:27,360
Il totalmente altro rispetto al 
mondo che ci circonda. 

79
00:05:28,670 --> 00:05:33,190
Se la follia viene considerata 
una patologia solo perché siamo 

80
00:05:33,190 --> 00:05:38,550
tutti unici e diversi, allora la
malattia, non in termini 

81
00:05:38,550 --> 00:05:41,830
psichiatrici, e la normalità non
esistono. 

82
00:05:42,350 --> 00:05:46,950
Sono stereotipi, definizioni 
semplicistiche, obsolete e 

83
00:05:46,950 --> 00:05:51,550
scontate, perché ciò che 
realmente esiste è solo l'uomo 

84
00:05:51,550 --> 00:05:55,150
nelle sue diversità. 
Giorgio Burdi.

